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Guerrina Piscaglia, il caso della donna uccisa a Ca' Raffaello
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Guerrina Piscaglia, la donna scomparsa a Ca’ Raffaello: il corpo mai ritrovato

navata di una chiesa

La storia di Guerrina Piscaglia, scomparsa il 1° maggio 2014 da Ca’ Raffaello: la relazione con padre Graziano, gli sms, la condanna definitiva e il corpo mai ritrovato.

Guerrina Piscaglia scomparve il 1° maggio 2014 da Ca’ Raffaello, piccola frazione del comune di Badia Tedalda, nell’Aretino. Aveva 50 anni, una famiglia, un figlio a cui era molto legata e una vita apparentemente semplice in un paese dove tutti conoscevano tutti. Quel pomeriggio venne vista per l’ultima volta. Da allora, il suo corpo non è mai stato ritrovato.

La sua sparizione diventò presto uno dei casi di cronaca più seguiti in Italia. All’inizio si pensò anche a un allontanamento volontario, ma le indagini presero una direzione diversa: al centro finì Gratien Alabi Kumbayo, il sacerdote congolese conosciuto come padre Graziano, che prestava servizio nella parrocchia locale.

volante della polizia
volante della polizia – newsmondo.it

Guerrina Piscaglia: la scomparsa e il legame con padre Graziano

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori e poi dai giudici, tra Guerrina e padre Graziano c’era una relazione. Un rapporto inizialmente negato dal religioso e poi ammesso, confermato anche da testimonianze e da un numero molto alto di contatti telefonici. La donna, secondo la ricostruzione processuale, avrebbe chiesto al sacerdote di dare un senso diverso a quel legame, minacciando di raccontare tutto ai suoi superiori.

È in questo contesto che, per i giudici, maturò l’omicidio. Padre Graziano avrebbe ucciso Guerrina in un momento di rabbia e poi avrebbe fatto sparire il corpo, costruendo depistaggi per orientare le ricerche altrove. Tra le piste alimentate nelle prime fasi ci fu anche quella di un presunto allontanamento con un ambulante marocchino, ipotesi poi superata dal quadro investigativo.

La condanna definitiva e una famiglia senza tomba

Il processo si è chiuso con una condanna definitiva. In primo grado padre Gratien Alabi venne condannato a 27 anni; in appello la pena fu ridotta a 25 anni e nel 2019 la Cassazione confermò definitivamente la sentenza. Il religioso ha sempre proclamato la propria innocenza e non ha mai indicato dove si trovi il corpo di Guerrina.

Questo è il punto che rende la vicenda ancora più dolorosa. Per la giustizia penale Guerrina è stata uccisa, ma la sua famiglia non ha mai potuto piangerla davanti a una tomba. Il marito Mirko Alessandrini, negli anni, ha continuato a chiedere almeno una cosa: sapere dove sia stata nascosta, per restituire alla moglie e madre un luogo di memoria.

Il caso Guerrina Piscaglia resta quindi una storia chiusa sul piano giudiziario, ma incompleta sul piano umano. C’è una condanna definitiva, c’è una ricostruzione processuale, c’è un responsabile indicato dalla giustizia. Ma manca ancora il corpo, e con esso l’ultimo pezzo di verità che la famiglia attende dal 2014.

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ultimo aggiornamento: 18 Maggio 2026 20:08

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